Morte di KJ1, i veterinari italiani contro la Pat: "Non condividiamo la scelta dell'abbattimento. Questa politica lede l'immagine di un'intera popolazione"
Il presidente dei Veterinari italiani spiega: "L’Amministrazione trentina dopo aver immaginato di utilizzare l’immagine dell’orso come attrazione turistica, delle 3 soluzioni proposte da Ispra ha scelto ed affrettato la soppressione dell’orsa”

TRENTO. “Ci dissociamo dalla scelta della Provincia di Trento. La biodiversità va tutelata perché i suoi valori sono oltre che economici e utilitaristici, scientifici, estetici, etici, culturali e politici”. A dirlo è la Federazione nazionale degli ordini veterinari italiani in merito all'abbattimento avvenuto nelle prime ore di martedì 30 luglio dell'orsa KJ1.
I veterinari parlano di una “Amministrazione sorda a tutti gli appelli, compreso quello del Ministero Pichetto Fratin” che nelle scorse ora aveva sottolineato come la “Soppressione non è la soluzione” evidenziando anche l' “Incauta scelta di sfruttamento dell'immagine dell'orso in Trentino''.
La costruzione della cittadinanza scientifica è elemento essenziale di una società democratica della conoscenza , spiegano i veterinari italiani. “La politica - continuano - è chiamata a dare un valore aggiunto alla Terra che rappresenta, e non a ledere l'immagine di un'intera popolazione”.
Per i veterinari, nel caso di KJ1, è stato da subito chiaro che la volontà dell'amministrazione trentina fosse quella di abbattere l'animale senza altre possibili opzioni. Un'amministrazione che non ha ascoltato nemmeno le associazioni che “da anni conducono azioni legali a tutela degli animali e di quella considerevole parte di italiani che hanno preso a cuore la storia di Papillon, Daniza, di M57, di MJ5, di F36, quest'ultimi uccisi per mano dell'uomo.
L’Amministrazione trentina dopo aver immaginato di utilizzare l’immagine dell’orso come attrazione turistica, delle 3 soluzioni proposte da ISPRA ha scelto ed affrettato la soppressione dell’orsa”.
“Come categoria” sottolinea infine il presidente della Fnovi, Gaetano Penocchio “ci dissociamo. L’approccio scientifico ci insegna che la biodiversità va tutelata perché i suoi valori sono oltre che economici e utilitaristici, scientifici, estetici, etici, culturali e politici. L'orso è orso e da tale si comporta. Una madre è madre. L'amministrazione della provincia autonoma di Trento non è padrona del mondo”.


















